Prefazione di Vincenzo Mastronardi




PREFAZIONE
La violenza non è forza, ma debolezza (Benedetto Croce, 1938)l’analisi dell’omicidio-suicidio, attuato in nome di ideologie religiose.incenzo Maria Mastronardi** Psichiatra, titolare della cattedra di Psicologia Forense,

 

 

 

Il libro a cui ben volentieri ho fornito la mia disponibilità per stilare la prefazione, vuole aiutare a comprendere il fenomeno
dell’omicidio-suicidio, inteso non come semplice atto criminale, bensì con ben precise motivazioni intrapsichiche spesso
poco comprensibili al vasto pubblico.
Il lavoro si prefigge lo scopo di offrire una chiave di lettura più ampia che inserisca i delitti in uno dei contesti fondamentali
della nostra società: la degradazione delle relazioni, ponendo in evidenza la solitudine e l’indifferenza che gli uomini
provano ormai verso i propri simili.
Il libro, che ha valore informativo e didattico, si articola in tre diversi contesti in cui si esplica il crimine in oggetto e vuole
cercare di comprendere perché le persone possono arrivare a compiere questo tipo di delitti particolarmente cruenti per gli altri ed per se stessi. Ognuno dei gruppi esaminati rappresenta una nazione, che, in genere, è l’immagine riflessa della società che la compone, così come la società lo è dei suoi individui: la disfunzione di un individuo nella società causa il degrado della società stessa e produce di conseguenza, una società malata.
Tra le varie analisi effettuate viene indagato il fenomeno molto conosciuto delle stragi compiute, per lo più da adolescenti,
nelle scuole: tale crimine, a tutt’ oggi inesistente in Italia, viene trattato dagli autori attraverso un’analisi degli aspetti
socio-culturali constatando ad esempio la facilità che molti adolescenti americani hanno di procurarsi un’arma.
Altra interessante analisi effettuata è quella delle stragi compiute all’interno del nucleo familiare. Esse sono state analizzate
cercando di effettuare un’analisi psicosociale correlata, anche, alla diversa dislocazione geografica, con la constatazione
di una concentrazione delle stesse nel centro-nord Italia. 
Ultima analisi, ma non per questo meno importante, è
Nel libro si fa riferimento agli ultimi atti terroristici (New York, Londra Madrid) che hanno visto come protagonisti i
Kamikaze. Gli Autori si soffermano, in questo caso, sulla mancanza di una psicopatologia collegata al gesto criminoso, dal
momento che esso risulta perfettamente inserito e sancito nell’educazione ricevuta (a tal proposito viene riportata la traduzione integrale del video shock “Fitna”).
Le schede, presenti all’inizio di ogni caso di cronaca trattato, offrono lo spunto per una lettura analitica e strutturata dell’evento.
Gli Autori, infine, hanno individuato una serie di patologie, riprese dal DSM IV TR, che possono fornire un possibile inquadramento fenomenologico dell’argomento trattato. L’intento non è quello di parlare della malattia mentale come fondamentale elemento giustificativo del folle gesto ma, piuttosto, dei processi associativi mentali di soggetti molto spesso perfettamente capaci di intendere il disvalore di atti, fatti e omissioni nonché perfettamente in grado di volere le loro azioni.
La necessità di osservare i fenomeni secondo un’ottica multidisciplinare, individuata e concretizzata dall’équipe della
amica e collega Marisa Aloia, ha trovato la sua massima esplicazione in tale ricerca, che ha avuto il pregio di rendere completa l’analisi di un fenomeno in evoluzione quale quello degli omicidi-suicidi.
Auguro a tutti e tre gli autori la migliore fortuna.
Vincenzo Mastronardi

 

Facoltà di Medicina “Sapienza” Università di Roma.
 
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